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Seminari METIS

Le donne e il cancro al seno.

L’esperienza del corpo, l’immaginario, la terapia.


METIS

Medicina e Memoria, 2004

Milano

 


Mi preme segnalare questo prezioso quaderno perché mostra il profondo sapere di coloro che da molti anni lavorano con donne e uomini nella terapia degli esiti in campo oncologico coordinati da Gemma Martino, senologa, formatrice, promotrice di innovative ricerche sia all’interno dell’Istituto dei Tumori di Milano sia in Metis di cui è direttore.

Nel quaderno sono raccolti i contributi di terapeuti, psicanaliste e filosofe che riguardano il linguaggio dei corpi delle donne nell’in-contro con il cancro localizzato al seno, l’immaginario che precede e ne consegue, il senso delle richieste e dei movimenti di cura.

I contributi si riferiscono ai seminari promossi da Metis:

1. Un altro corpo. La ricostruzione del seno tra soggettività e tecnologia.

2. La rappresentazione soggettiva del male. Scenari e metafore oniriche.


dove sono state presentate e discusse le pratiche sanitarie che tengono conto delle procedure relazionali e dei contesti terapeutici e familiari durante il percorso diagnostico terapeutico.

Fin dal suo nascere - nei primi anni ’80 - il gruppo coordinato da Gemma Martino costituisce un punto di riferimento sia per chi ha avuto un’esperienza di malattia sia per chi cura: uno spazio-tempo di libertà voluto per riflettere, analizzare e scambiare ciò che succede nei processi di cura ricevuti e agiti dentro e fuori i dettami protocollari, dentro e fuori le ragioni della medicina e le ragioni delle donne che si sono ammalate.

In questi anni la chirurgia del tumore al seno ha ridotto il trauma della mastectomia andando verso interventi sempre più conservativi della ghiandola mammaria aiutata da una aumentata indicazione di terapie complementari . I “progressi” della medicina “ vengono offerti come una certezza oggettiva; l’informazione è spesso trionfalistica; il tempo della degenza si riduce a due giorni per l’intervento chirurgico; la tecnica del linfonodo sentinella evita la dissezione ascellare nel tentativo di evitare la stasi linfatica; la radioterapia si riduce all’applicazione unica in sala operatoria; il ricorso alla chirurgia ricostruttiva è sempre più frequente con l’idea di ridonare un corpo integro e piacevole.

Tutto ciò è veramente sempre un guadagno per la donna? Vi è un’informazione adeguata e la possibilità di scelta tra le varie opzioni terapeutiche? Le ricerche e gli approcci terapeutici di Metis cercano di dare risposte e senso a queste domande.

In pratica, l’attenzione va alla scelta consapevole ed autonoma della procedura scientificamente corretta e va agli esiti fisici, psichici e relazionali prima, durante e dopo le terapie chirurgiche radio e chemioterapiche per quella data persona con quel determinato tumore, ma anche con quella particolare sua storia, le credenze, i valori suoi e del suo sistema familiare. Si dà valore all’esperienza del sé corporeo gestuale e percettivo, immaginario ed emozionale, onirico e relazionale. Alcune ricerche neurofisiologiche di Metis dimostrano che il sé corporeo può annunciare la malattia già prima della diagnosi “ufficiale”, quando nella mente inconscia si fa posto per il cancro e già il gesto si fa meno ampio e il sogno a volte preannuncia una rottura nella continuità della vita.

Le ricerche di Metis fanno attenzione al mondo onirico e al linguaggio corporeo e simbolico per scoprire che le metafore sono cambiate: non sono solo immagini di guerra, ma movimenti del sé che affronta il trauma: terremoti, cadute, cedimenti, frane, incendi, turbolenze dell’anima.

Anche quando le cure sono state di “successo” e per la medicina la paziente sta bene, nello spazio della relazione terapeuta-paziente, là dove tutto sembrerebbe “a posto”, si continua ad indagare, conoscere, registrare e restituire altri aspetti e possibilità interiori e personali del processo di guarigione.

Nel percorso, l’accuratezza della comunicazione resa possibile dalla sensibilità e dal sentire che c’è dell’altro, che non è tutto risolto… si può dilatare il tempo e condividere le paure e la sofferenza mediando l’esperienza in termini simbolici, creando le condizioni che portano ad un sapere di sè e dell’altra/o differente ed emozionato, ricco di intuizioni “insolite” per la cura che diventa arte e trasforma i limiti in umanità invece di irrigidirsi nella ricerca di certezze.

Il tempo si schiude al futuro forse con meno slancio ma con più leggerezza e progettualità.

Nel quaderno, c’è testimonianza di questo modo di fare ricerca e terapia: testimonianza della passione e dell’amore che occorrono, oltre alla professionalità – per mantenere aperto il cuore all’altro/a scegliendo di stare in un punto del lavoro dove i soggetti sono tali e non si “trattano” come oggetti.
 

Intervista

Continuando il dialogo con chi si occupa della qualità delle cure in oncologia, è di questi giorni la notizia che il 3 ottobre p.v. si terrà alla Fondazione S. Maugeri di Pavia il workshop: “Analisi dei bisogni e delle risorse riabilitative in oncologia” della SIRIO, Scuola Italiana di Riabilitazione Oncologica dove Gemma Martino, già direttore di Metis è stata chiamata al Coordinamento Scientifico.

Come nasce SIRIO?
In Oncologia si sta affermando sempre più il bisogno di informazione e di relazioni coerenti ed adeguate alle richieste delle persone che usufruiscono di strategie terapeutiche d’avanguardia. Si tratta di integrare e stemperare il disagio relazionale, fisico, psicologico e sociale che emerge - a volte chiaro e a volte sotterraneo - durante il percorso di diagnosi e cura.

Solo una Scuola multi - esperienziale come Sirio può trasferire questa pratica integrativa agli specialisti che già lavorano nell’area delle disfunzioni, delle emozioni e delle disarmonie sociali : fisiatri, dottori/fisioterapisti, psicologi, tecnici, infermieri professionali, operatori sociali e volontari  in sinergia con gli specialisti oncologi. Sensibilizzare e formare soprattutto questi ultimi favorisce un contesto comunicativo oncologico migliore e lo sviluppo di protocolli clinici più articolati e preventivi degli esiti.

La Scuola Italiana di Riabilitazione Oncologica (SIRiO) è stata costituita nel 2005 su iniziativa della Fondazione Salvatore Maugeri I.R.C.C.S. in collaborazione con la Scuola Europea di Oncologia e la Scuola Italiana di Senologia
Per la storia intrinseca degli attuali Coordinatori e dei membri del Consiglio Direttivo, già facenti parte di ESO - SIS – LILT,  SIRIO si pone inoltre dei meta-obiettivi: attivare la ricerca scientifica nel campo del disagio oncologico; creare collegamenti tra gli operatori nei diversi settori clinici e del volontariato; garantire nel nostro Paese equità di trattamento per gli esiti.
Su questa linea abbiamo programmato l’attività di SIRIO 2006 che prevede eventi in varie realtà italiane per i medici specialisti e corsi residenziali specifici per i dottori/fisioterapisti. Ci auguriamo che questi incontri formativi siano l’avvio per confronti interdisciplinare e di approfondimento riguardanti le complesse problematiche della Riabilitazione Oncologica.

È cambiata la percezione dei pazienti nei confronti della malattia?
È cambiata l’informazione sanitaria e sociale: veloce, enfatica e nel contempo drammatica, superficiale e mutevole, è cambiato il ritmo della vita, abbiamo immiserito i riti, svuotato le famiglie, ridotto il tempo della convivialità e dell’amicizia, allargato il gap socio-economico, sviluppato guerre che ci sembrano non appartenere, accettato e scoperto l’umanità dei badanti stranieri e creato al contempo diffidenze sulla convivenza multietnica, facciamo fatica a meditare e ad ancorarci alla nostra individualità e a sentire le nostre istanze prioritarie. La malattia oncologica si inserisce in questo quadro e dopo il terremoto della diagnosi a volte il capovolgimento della visione del mondo e di sé porta a scoprire i propri valori di senso del vivere. Da soli o aiutati…. E cambia la percezione del tempo: ci si accorge di averne perso tanto ad inseguire nel passato il consumo e la distrazione e temendo di non averne più tanto per l’avvenire, si dilata il tempo/spazio del presente con risultati a volte esaltanti a volte di angosciosa solitudine.

Cosa occorre per portare avanti ricerche “libere”?

Aderenza alla realtà, amorevole pazienza, rispetto per sé e gli altri, con passione e intelligenza.

 

A cura di Milena Raimondi

 

È possibile richiedere il quaderno:
Le donne e il cancro al seno. L’esperienza del corpo, l’immaginario, la terapia.”

Tel. 0229515510 oppure con una mail a segreteria@metisonline.it

 

 

 

METIS

L’associazione METIS Medicina e Memoria, costituita nel 1995, è uno spazio di confronto e dialogo creato da alcune donne, che hanno lavorato per molti anni nell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per riflettere sui temi legati alla salute, alla cura, alla soggettività femminile. Dopo un periodo iniziale di attività pubblica seminariale, Metis ha dato vita nel 1998, ad un convegno i cui atti sono stati raccolti nel testo collettaneo Corpi soggetto: pratiche e saperi di donne per la salute (F.Angeli, Milano, 2000). In questi anni Metis ha organizzato laboratori di ricerca rivolti a chi ha interesse ad approfondire modelli che integrino nell’ambito medico e della cura, i saperi individuali con le conoscenze tecniche. Suo intento e desiderio è far emergere nelle pratiche terapeutiche e negli approcci al disagio e alla malattia, la risorsa soggettiva come elemento fondante di una diversa relazione terapeutica. Metis è anche uno studio medico-psicologico dove lavora una èquipe che mette in atto un approccio integrato alla patologia, con particolare riguardo a quella oncologica.

www.metisonline.it

 

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